La poesia instancabile di Tommaso Lisi

Posted by – 6 ottobre 2017

Una nuova, inaspettata, silloge di poesie di Tommaso Lisi, Lo stradire della poesia, tutta ripiegata su se stessa, tesa a dare una serie di definizioni sempre più calzanti della poesia. Alcune sono solo geniali giochi di parole, altre rasentano l’essenza della poesia, una, la XXI, la coglie appieno. Eccola:

“Audire silentium”: l’essenza
della poesia.
La quale nel farsi
scrittura
di sempre meno
parole
sembra rammaricarsi
che delle parole
non possa fare
addirittura
senza.

L’essenza della poesia consiste nella tendenza a rinunciare alla sostanza di cui è fatta: le parole. Come nelle altre forme d’arte, il cammino verso la purezza conduce al vuoto, all’ineffabile, all’indicibile, al nulla: la pagina bianca di Mallarmé, il silenzio di Cage, lo schermo nero, la cornice senza tela. E, da oggi, la poesia senza parole di Tommaso Lisi.
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Una nuova dignità per il dialetto di Coreno

Posted by – 19 settembre 2017

Il 17 settembre 2017, nella Sala Polifunzionale del Comune, in un contesto piuttosto allotrio come il Convegno “Omaggio a Tonino – A 5 anni dalla scomparsa di Antonio LIsi” organizzato dalla Pro-loco, è stato presentato il libro Il patrimonio etnolinguistico alimentare di Coreno Ausonio di Maria Chiara Viccarone. Si tratta della tesi di laurea in Dialettologia discussa nell’anno accademico 2016-2017 presso la facoltà di Lettere dell’Università di Roma “La Sapienza”, opportunamente stampata a cura della Pro-loco.
A parte le imprecisioni di improvvisati relatori (la fonetica non studia i “suoni” bensì i “foni”,
il corenese non è una lingua ma un (brutto) dialetto, ecc.), il merito maggiore di questo lavoro di ricerca e di sistematizzazione è stato quello di aver tentato per la prima volta una trascrizione fonetica della pronuncia corenese da cui far derivare la trascrizione in grafemi.
Apprezzabile anche l’autodenuncia del direttore della Serra che ha ammesso molte “trascuratezze” nella trascrizione in italiano di molte parole del dialetto corenese. Altrattanto ci aspettiamo dai responsabili comunali dei cartelli con le indicazione stradali e dei toponimi. Mentre siamo coscienti che non possiamo pretendere lo stesso rigore dai responsabili delle sagre e delle feste paesane…
Immutata resta l’importanza di questo lavoro con il quale in punta di piedi, senza clamore, Chiara Viccarone ha dato un nuovo, grande contributo a elevare il dialetto di Coreno a dignità di lingua.
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Coreno brucia

Posted by – 30 agosto 2017

Nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2017, esattamente dalle 21 alle 10 del mattino successivo, un devastante incendio ha illuminato la notte dei corenesi. L’incendio ha interessato la vasta zona collinare e sub-montana che si estende in orizzontale dalla “Fontana” alle “Perella” e in verticale da Monte Maio alla strada che porta a Valle Aurea, lambendo terreni, fattorie e uliveti appena fuori Coreno. Un vero e proprio disastro economico e ambientale che solo l’intervento dei Vigili del fuoco e di un elicottero ha reso meno drammatico. Non si conosce l’identità di chi ha appiccato scientificamente il fuoco, ma certo l’incuria e lo stato di abbandono di molti terreni ha favorito il successo del criminale intervento.
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La “nostra” S. Margherita

Posted by – 20 luglio 2017

La figura di Margherita di Antiochia è stata rappresentata in molti modi. Tra i più significativi quello scelto da Annibale Carracci (1560-1609) per la Cappella Bombasi della Chiesa di S. Caterina de’ Funari.
Davanti a questo quadro il giovane Caravaggio, appena arrivato a Roma, “quasi ci moriva”, tanto da fargli dire: “Finalmente vedo un pittore”… In effetti nel quadro c’è un modo nuovo di rappresentare sia le figure che il paesaggio. Margherita è rappresentata come una ragazza giovane e bella, colta, con in testa una coroncina di perle. Ha il gomito appoggiato su un cippo con l’iscrizione “Sursum corda”. Con una mano tiene un libro e la palma del martirio, mentre con l’altra indica in alto l’incoronazione della Vergine rappresentata in una cimasa posizionata sopra il quadro. Con il piede schiaccia la testa del drago della leggenda. Il quadro sembra che sia l’adattamento di una tela dedicata a Santa Caterina di Alessandria, un’altra martire bella e coltissima che viene spesso citata insieme a Margherita.
La Santa matrona di Coreno invece sembra il frutto di una visione controriformistica, dimessa. La statua in gesso che viene portata in processione, di non eccelsa fattura, rappresenta una donna e non una ragazza, con tutti gli attributi ma non le perle da cui deriva il nome. La Santa sembra triste e rassegnata: non esprime l’orgoglio della sua bellezza e della testimonianza di fede a cui è chiamata dal tremendo martirio. Rispecchia, male, una visione religiosa conformista e bigotta, senza slancio, senza bellezza.
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La locandina che non c’era, adesso c’è. Le idee ancora no…

Posted by – 18 luglio 2017

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L’estate corenese che non c’è

Posted by – 17 luglio 2017

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Lo scandalo dell’arroganza

Posted by – 6 luglio 2017

E’ veramente scandaloso che una amministrazione nata all’insegna della trasparenza e del dialogo con i cittadini (vi ricordate le assemble pubbliche dei primi mesi di consiliatura?), metta in cantiere un’opera di forte impatto urbanistico ed estetico come la rotatoria in Piazza Umberto I senza consultare i cittadini, senza condividerne le finalità, senza discutere il progetto.
Un atto di grande arroganza che forse vuole coprire le divisioni emerse all’interno di una maggioranza finora granitica, ma che comincia a mostrare crepe sempre più profonde. Una sorta di grido “Qui comando io” che si annulla nel momento stesso in cui viene pronunciato…

En passant, vi informiamo sul risultato del sondaggio che abbiamo democraticamente effettuato nei giorni scorsi:
Votanti: 47
SI’ alla Rotatoria: 19
NO alla Rotatoria: 28

Un risultato che interessa tutti, tranne la “loro”, anzi “sua” amministrazione!

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Ut pictura poesis

Posted by – 17 giugno 2017

Due eventi paralleli, la bellissima (nonostante la sconcertante banalità della locandina) mostra “cronologica” di Eliseo Belmonte e la pubblicazione (sembra “al torchio”) della piccola, grande silloge di poesie di Tommaso Lisi, che si incontrano temporalmente e spazialmente nella comune sensibilità verso le piccole cose della vita di tutti i giorni, nel rigore linguistico e morale dei loro segni, nella capacità mai esaurita dell’arte e della poesia di parlare all’uomo.
Due grandi eventi uniti per rilanciare la cultura autentica di un paese intero. Buon compleaanno, “vecchio” Eliseo. Auguri, “giovane” Tommasino!

A questo indirizzo una piccola galleria “virtuale” delle opere di Eliseo Belmonte.
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Non si può più dire che è un “bel vedere”

Posted by – 31 marzo 2017

Le vecchie amministrazioni di Coreno erano solite consultare i cittadini sulle opere pubbliche che mettevano in cantiere per condividere le scelte, confrontarsi sulle soluzioni adottate, acquisire consenso.
C’è stato addirittura un ex sindaco, ora promosso alla cura delle acque, che per realizzare il monumento ai caduti promulgò una sorta di referendum racandosi casa per casa per chiedere il parere dei cittadini.
Altri tempi. Oggi i lavori pubblici si eseguono quasi di nascosto, di notte, per mettere i cittadini di fronte al misfatto compiuto…

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Altro che 100 giorni!

Posted by – 10 gennaio 2015

La “nuova” amministrazione si è insediata 3 anni, 5 mesi, 26 giorni fa

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Di cosa parliamo quando parliamo di Perlato Coreno

Posted by – 22 settembre 2013


Fonte: Achille Germanelli, imprenditore

Geologi, tecnici e imprenditori possono segnalare integrazioni o correzioni
scrivendo a: segnalazioni@corenese.it

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Senza parole

Posted by – 19 settembre 2011

Istruttivo dialogo a distanza tra Borghezio in gonnella e Pilato in bermuda…

 

 

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“Persona non gradita”

Posted by – 20 agosto 2011

Ieri sera, 19 agosto 2011, nella villa comunale, durante la presentazione di un libro (su cui -ahimè- torneremo) il Vice-sindaco, sig. Francesco Lavalle, si è avvicinato al sottoscritto e dopo avermi intimato di non registrare l’evento che stava per iniziare ha testualmente dichiarato che io ero “persona non gradita”. Testimoni, tra gli altri, Gaetano Ruggiero e Michele Lavalle.
Ora, è vero che da un po’ di tempo mi sento quasi in esilio: che con questa amministrazione mi sento quasi in un paese straniero: ma ora è una certezza.
Delle due, una: o il sig. Francesco Lavalle non sa quello che dice non trovando più conforto nel carisma calante della consorte “laureata”, o il Vice-sindaco, sig. Francesco Lavalle, parlava nell’esercizio delle sue funzioni.
In entrambi i casi dovrà rispondere di questa grave intimidazione nelle sedi opportune.
Personalmente, perché si è dimostrato uomo intollerante nei confronti delle critiche che questo blog ha rivolto alla moglie non come persona ma come giornalista o come relatrice in un pubblico convegno.
Politicamente, perché ha dimostrato che l’amministrazione di cui fa parte si sente padrona non solo del Comune, ma di tutto il paese, crede di poter disporre degli spazi pubblici come del cortile di casa propria, dove tutti i cittadini di Coreno sono ospiti: alcuni graditi, altri no.
Non è così.

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