Category: Cultura

Giù le mani da Tommaso Lisi

Posted by – 5 febbraio 2019

L’invito è espressamente rivolto a un certo Dante Cerilli direttore di Pagine Lepine, un opuscoletto annuale di 40 paginette pomposamente chiamato “rivista”, che nell’ultimo numero del 2018 si cimenta in ben due recensioni. Una la tralasciamo perché non abbiamo contezza del libro di cui parla. L’altra, oggetto del presente avviso, è dedicata alla poesia di Tommaso Lisi.
Una recensione infarcita di inesattezze, di luoghi comuni, di banalità a dir poco sconcertanti: tutta imperniata sulla centralità se non sulla prevalenza della “parola” nella poesia di Tommaso Lisi. Niente di scandaloso se lo stesso Tommaso Lisi nella sua ultima raccolta Lo stradire della poesia non avesse scritto una sorta di elogio dell’afasia per pervenire a una poesia senza parole. Questo blog lo ha tempestivamente segnalato circa un anno fa.
Tommaso Lisi è un poeta vero. I suoi versi riescono a dire o almeno ad accennare quello che nessun filosofo, nessun critico e tanto meno nessun pedante e nessun professorino riesce a pronunciare.
I recensori della domenica sono pregati di tenersi alla larga.

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Un premio di poesia in salsa populista

Posted by – 12 dicembre 2017

Il tema del concorso di poesia di quest’anno recitava:

UNIONE EUROPEA
‘Dal Manifesto di Ventotene al rischio di dissoluzione’

Ora, che l’Unione Europea sia in dissoluzione è una teoria grillina o salviniana o (a sprazzi) berlusconiana. Populista, appunto.
Complimenti al Sindaco, al Consigliere Delegato e ai componenti della Giuria per la nuova, decisa scelta di campo.

Noi restiamo a Ventotene.

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Una nuova dignità per il dialetto di Coreno

Posted by – 19 settembre 2017

Il 17 settembre 2017, nella Sala Polifunzionale del Comune, in un contesto piuttosto allotrio come il Convegno “Omaggio a Tonino – A 5 anni dalla scomparsa di Antonio LIsi” organizzato dalla Pro-loco, è stato presentato il libro Il patrimonio etnolinguistico alimentare di Coreno Ausonio di Maria Chiara Viccarone. Si tratta della tesi di laurea in Dialettologia discussa nell’anno accademico 2016-2017 presso la facoltà di Lettere dell’Università di Roma “La Sapienza”, opportunamente stampata a cura della Pro-loco.
A parte le imprecisioni di improvvisati relatori (la fonetica non studia i “suoni” bensì i “foni”,
il corenese non è una lingua ma un (brutto) dialetto, ecc.), il merito maggiore di questo lavoro di ricerca e di sistematizzazione è stato quello di aver tentato per la prima volta una trascrizione fonetica della pronuncia corenese da cui far derivare la trascrizione in grafemi.
Apprezzabile anche l’autodenuncia del direttore della Serra che ha ammesso molte “trascuratezze” nella trascrizione in italiano di molte parole del dialetto corenese. Altrattanto ci aspettiamo dai responsabili comunali dei cartelli con le indicazione stradali e dei toponimi. Mentre siamo coscienti che non possiamo pretendere lo stesso rigore dai responsabili delle sagre e delle feste paesane…
Immutata resta l’importanza di questo lavoro con il quale in punta di piedi, senza clamore, Chiara Viccarone ha dato un nuovo, grande contributo a elevare il dialetto di Coreno a dignità di lingua.
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La “nostra” S. Margherita

Posted by – 20 luglio 2017

La figura di Margherita di Antiochia è stata rappresentata in molti modi. Tra i più significativi quello scelto da Annibale Carracci (1560-1609) per la Cappella Bombasi della Chiesa di S. Caterina de’ Funari.
Davanti a questo quadro il giovane Caravaggio, appena arrivato a Roma, “quasi ci moriva”, tanto da fargli dire: “Finalmente vedo un pittore”… In effetti nel quadro c’è un modo nuovo di rappresentare sia le figure che il paesaggio. Margherita è rappresentata come una ragazza giovane e bella, colta, con in testa una coroncina di perle. Ha il gomito appoggiato su un cippo con l’iscrizione “Sursum corda”. Con una mano tiene un libro e la palma del martirio, mentre con l’altra indica in alto l’incoronazione della Vergine rappresentata in una cimasa posizionata sopra il quadro. Con il piede schiaccia la testa del drago della leggenda. Il quadro sembra che sia l’adattamento di una tela dedicata a Santa Caterina di Alessandria, un’altra martire bella e coltissima che viene spesso citata insieme a Margherita.
La Santa matrona di Coreno invece sembra il frutto di una visione controriformistica, dimessa. La statua in gesso che viene portata in processione, di non eccelsa fattura, rappresenta una donna e non una ragazza, con tutti gli attributi ma non le perle da cui deriva il nome. La Santa sembra triste e rassegnata: non esprime l’orgoglio della sua bellezza e della testimonianza di fede a cui è chiamata dal tremendo martirio. Rispecchia, male, una visione religiosa conformista e bigotta, senza slancio, senza bellezza.
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Ut pictura poesis

Posted by – 17 giugno 2017

Due eventi paralleli, la bellissima (nonostante la sconcertante banalità della locandina) mostra “cronologica” di Eliseo Belmonte e la pubblicazione (sembra “al torchio”) della piccola, grande silloge di poesie di Tommaso Lisi, che si incontrano temporalmente e spazialmente nella comune sensibilità verso le piccole cose della vita di tutti i giorni, nel rigore linguistico e morale dei loro segni, nella capacità mai esaurita dell’arte e della poesia di parlare all’uomo.
Due grandi eventi uniti per rilanciare la cultura autentica di un paese intero. Buon compleaanno, “vecchio” Eliseo. Auguri, “giovane” Tommasino!

A questo indirizzo una piccola galleria “virtuale” delle opere di Eliseo Belmonte.
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Senza parole

Posted by – 19 settembre 2011

Istruttivo dialogo a distanza tra Borghezio in gonnella e Pilato in bermuda…

 

 

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“Persona non gradita”

Posted by – 20 agosto 2011

Ieri sera, 19 agosto 2011, nella villa comunale, durante la presentazione di un libro (su cui -ahimè- torneremo) il Vice-sindaco, sig. Francesco Lavalle, si è avvicinato al sottoscritto e dopo avermi intimato di non registrare l’evento che stava per iniziare ha testualmente dichiarato che io ero “persona non gradita”. Testimoni, tra gli altri, Gaetano Ruggiero e Michele Lavalle.
Ora, è vero che da un po’ di tempo mi sento quasi in esilio: che con questa amministrazione mi sento quasi in un paese straniero: ma ora è una certezza.
Delle due, una: o il sig. Francesco Lavalle non sa quello che dice non trovando più conforto nel carisma calante della consorte “laureata”, o il Vice-sindaco, sig. Francesco Lavalle, parlava nell’esercizio delle sue funzioni.
In entrambi i casi dovrà rispondere di questa grave intimidazione nelle sedi opportune.
Personalmente, perché si è dimostrato uomo intollerante nei confronti delle critiche che questo blog ha rivolto alla moglie non come persona ma come giornalista o come relatrice in un pubblico convegno.
Politicamente, perché ha dimostrato che l’amministrazione di cui fa parte si sente padrona non solo del Comune, ma di tutto il paese, crede di poter disporre degli spazi pubblici come del cortile di casa propria, dove tutti i cittadini di Coreno sono ospiti: alcuni graditi, altri no.
Non è così.

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