Luigi Petronio

Luigi Rodolfo Petronio (1875-1957), soprannominato “il poliglotta” per la padronanza delle lingue straniere, e in particolare dell’inglese, che aveva acquisito lavorando come portiere d’albergo a Londra, era veramente un grande personaggio.
La sua famiglia proveniva da Ausonia e in breve tempo acquisì una posizione di tutto rispetto, con proprietà e terreni, simboleggiata da una bella casa che affaccia in piazza.
Nel1934, in pieno regime fascista, fu coinvolto nell’assalto delle donne al Comune di Coreno, al fianco di Luigi Viccarone e dell’ex podestà Giuseppe Ruggiero: accusato con loro di istigazione ad adunata sediziosa (aveva redatto lettere e telegrammi di “vibrata protesta” al Duce e al Prefetto), fu assolto insieme agli altri prima per mancanza di prove e poi con formula piena.
Si sposò anziano con una donna molto più giovane da cui ebbe una sola figlia.
Nel dopoguerra i più anziani lo ricordano mentre faceva lunghe passeggiate fino al Belvedere assorto nei suoi pensieri. Deve essere stato durante queste passeggiate che meditò di pubblicare un libro di riflessioni filosofico-teologiche dal titolo “L’io che parla con voi e non con Dio” che non siamo riusciti a vedere ma che, a detta di lo ha intravisto, contiene acuti spunti di riflessione sul rapporto tra Dio e l’uomo.

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