La non-festa di “Per un paese nuovo”

Gli spettacoli

Uno spettacolo indecente ha inaugurato la festa di “Per un paese nuovo”: uno spettacolo indecente nel vero senso della parola, pieno com’era di allusioni oscene e doppi sensi volgari.

I masti di festa della lista di maggioranza sono gli stessi masti di festa dell’amministrazione? E l’idea di cultura è la stessa?
Per il prossimo anno consigliamo di scambiare i ruoli (tanto per loro è un gioco da ragazzi) e di far esibire La Viola alla festa di “Per un paese nuovo” a spese loro.
Così l’amministrazione risparmia un po’ di soldi e il il gruppo di maggioranza fa sicuramente una figura migliore.

Il giornalino

A parte quella del sindaco, nessuna firma “pesante”, nessun contributo esterno, nessun attacco “forsennato”. Sembra un giornalino scolastico di fine anno, con i suoi bei temini, gli svolgimenti, poche foto, molto fumo.

La maggior parte degli articoli porta la firma di “pasdaran” e di “integralisti” che bisognava pure lasciare sfogare.

Dal giornalino estraiamo solo una “perla”: una definizione che se fosse stata coniata da noi sarebbe stata attribuita alla nostra malevolenza. Essa è invece opera di un fiancheggiatore dichiarato e, quindi, nelle intenzioni benevola.

Si tratta della definizione dell’amministrazione, chiamata “Corte & Co.“, ovvero società per azioni, impresa d’affari.

Con il permesso dell’autore ci ripromettiamo d’ora in poi di usarla sempre per indicare, senza alcuna malevolenza, la nuova amministrazione.

I cartelloni

Una sfilza di cartelloni appesi a grate metalliche per rappresentare l’attività dell’amministrazione in questo primo anno.

Peccato che fossero tutti declinati al futuro (“Inizieremo – Faremo – Finiremo – Chiederemo”) e che portassero a riprova della loro veridicità gli articoli ad essi puntualmente dedicati di “Ciociaria Oggi”.

Come se Berlusconi portasse come prove a sostegno delle sue tesi gli aricoli de “Il Giornale”. Ma qui, per fortuna, non vediamo nessun Berlusconi e nessun Feltri.

Gli interventi politici

Sorvoliamo per carità di patria  sugli interventi della “squadra dei giovani” e concentriamo la nostra attenzione sul discorso del sindaco che per la prima volta ci è sembrato un “discorso da sindaco” e non da capo dell’opposizione: spigoloso ma senza troppe battute, lungo ma senza troppe sbavature, duro ma senza troppe polemiche. Più rivolto a tenere insieme i suoi che a sparigliare gli avversari, ha rivendicato il (poco) lavoro fatto in un solo anno di vita, ha annunciato un futuro migliore da costruire nei prossimi 4 anni, ha abbozzato un’idea di paese che per il momento è nascosta nelle pagine dei progetti di finanziamenti.
“Il ragazzo si farà” – cantava De Gregori in una sua splendida canzone. Anche se sbaglia qualche calcio di rigore.
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