Madonna del Piano

Il Santuario della Madonna del Piano risale al XV secolo, eretto su una preesistente struttura del XII secolo, rifatto e restaurato nel 1954, dopo le devastazioni subite nel secondo conflitto mondiale. La sua costruzione è collegata alla miracolosa apparizione della Madonna alla pastorella Remingarda, alla quale la Madonna stessa indicò il luogo dove erigere una chiesa a lei dedicata: era il 23 aprile 1100. La facciata è preceduta da un grande portico gotico a 4 arcate che sostengono un loggiato architravato e incorniciano tre portali barocchi, uno dei quali, quello mediano, arricchito da una porta in legno traforata e intagliata finemente. L’interno a 3 navate divise da pilastri è stato rifatto nel ‘600 con rivestimenti di stucchi e marmi barocchi. All’inizio della navata centrale, sulla sinistra, il sarcofago di Elisio Calenzio (1430-1501) poeta umanista nato ad Ausonia e vissuto a Napoli alla corte di Ferrante d’Aragona. Sulla destra, un’ara romana adibita ad acquasantiera. Sull’altare centrale parti di un trittico di Giovanni Filippo Criscuolo firmato e datato 1531, raffigurante storie della santa,con inserito al centro il gruppo ligneo della Madonna col Bambino. In sagrestia una lunetta con il Transito di Maria, sempre del Criscuolo, un pavimento di maioliche di Capodimonte del 1745 e un lavabo seicentesco. Prima del presbiterio, due brevi e strette scale portano alla cripta. Appena si scendono gli stretti scalini che portano alla cripta a 3 absidi, resto della chiesa primitiva, recentemente restaurata, si è attratti da un racconto visivo di grande suggestione. Tutte le pareti e la volta a botte sono interamente ricoperte da affreschi in stile bizantino in parte deperiti che raccontano con tratti a volte più ingenui, a volte più raffinati, storie della Madonna, di Cristo, di Santi, di fatti biblici ed evangelici e del miracolo di Remingarda, la giovane pastorella deforme guarita da Maria. Una vera e propria summa storica e religiosa sulle origini e le finalità del santuario. Una storia da leggere ad occhi aperti, una visione da trattenere, a lungo, nella mente e nel cuore.
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