Io c’ero

“Il nostro tempo è adesso la vita non aspetta, questo era uno dei tanti slogan della manifestazione tenutasi a Roma e nelle maggiori città italiane lo scorso 9 aprile. Molti ragazzi in piazza a reclamare una maggiore tutela del proprio diritto al lavoro, tra di essi precari, ricercatori, stagisti, universitari, “liberi professionisti” ma anche molti “ragazzi” over 40 e qualche volto noto della politica e dello spettacolo.
Un altro slogan dove mi rivedo completamente è stato  ”Questo paese non ci somiglia ma non abbiamo intenzione di abbandonarlo”.Nell’aria si respirava un no so che di rivoluzionario anche se a detta di alcuni la stessa manifestazione era precaria.Non so se con la mia presenza è cambiato qualcosa, di sicuro so che restando a casa non sarebbe cambiato niente.”

Un giovane di Coreno

Commento

Il lavoro è uno degli aspetti centrali della vita di una persona, della dignità di una persona! Elemento essenziale oggi come lo è stato qualche anno fà quando un gruppo di persone si è riunito per realizzare un documento chiamato Costituzione.
Da quando è stato pubblicato l’articolo del mio compaesano non ho visto alcun intervento, nessun commento di sostegno o di dissenso, ho avvertito solo un senso di menefreghismo; eppure in quel librone prima mensionato viene riportato che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. io aggiungerei sul lavoro onesto!
In un mio articolo pubblicato nei mesi scorsi ho sollevato il problema dell’occupazione in Italia e nel nostro paese, ma dagli uomini di ‘potere’ vicino a noi non ho avuto alcuna risposta…
Secondo me, il problema risiede nell’educazione sociale/umana che ogni cittadino, come membro di una collettività, possiede e diffonde.
Partendo da un piccolo paese come Coreno noto un senso di menefreghismo assoluto verso i valori piu importanti e fare sacrifici per conquistare un posto di lavoro onesto (cosa che invece i nostri antenati hanno conquistato con sudori di fronte), sono oramai assenti.
E’ il circolo vizioso della raccomandazione, dell’aiutino in cambio di un voto, è il circolo vizioso del superare l’altro non per i propri meriti bensì per le proprie conoscenze….e si questo è il punto…un circolo vizioso al negativo che porta i più onesti a fare i precari per tutta la vita, ad uscire da Coreno (a far morire Coreno) e dall’Italia per trovare un lavoro onesto.
Hai ragione caro amico: non bisogna restare a casa, ma scendere in piazza e sventolare slogan puri come i nostri valori, criticare i notri rappresentanti che non ci rappresentano in niente (ma ci hanno mai rappresentato? o hanno rappresentato solo i loro interessi?) e camminare a testa alta, anche precari…quello che si ha…è stato guadagnato con onesta!!!.

Alessandro Di Massa

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