Le reliquie della Cappella di S. Marco


Nel libro del sacerdote Filippo Pimpinella edito nel 1990 che ricostruisce le vicende della famiglia Ruggiero di Maranola, si parla di 9 importanti reliquiari custoditi nella cappella di famiglia della Chiesa di S. Margherita. Si tratta, secondo l’autore, di:

  1. Osso di S. Vittoria; S. Apollonia; S. Marina; S. Teresa; S. Pelagia.
  2. Reliquie di S. Erasmo; di S. Eleuterio; S. Venanzio; S. Vito; S. Modesto; S. Crescenzia; S. Rocco; S. Emiddio; S. Donato; S. Irene; S. Severo; S. Severiano; S. Carpofaro; S. Vittore.
  3. Il Legno della Croce di N.S.G.C.; la realiquia della Spina, della Canna, del Calvario, della Spugna, della Porpora, della Fune, dell’albero di olivo dove fu legato nella casa di Anna N.S.G.C.; del Sudario, della Culla, della Fascia, del Sepolcro, del Presepe, dei pannicelli della Fanciullezza, del Fieno del Presepe; la camicia, la Veste, il Latte, il Sudario, il Sepolcro, e la cintola della B.V.
  4. L’Osso di S. Gennaro; la Spina di N.S.G.C.; i Capelli della B.V.; le reliquie di S. Pietro, di S. Paolo, di S. Andrea, di S. Giacomo Magg., di S. Matteo, S. Tommaso, S. Filippo; di S. Giacomo Min., S. Bartolomeo, S. Simone, S. Giuda Taddeo, S. Mattia.
  5. L’osso di S.Agapito, di S. Lorenzo, di S. Giovanni della Croce, S. Stefano Protomartire, S. Bonifacio.
  6. La Fascia di N.S.G.C.; il Sudario della B.V.; l’Osso di S. Gioacchino, di S. Giovanni Battista, di S. Anna.
  7. Le reliquie del Sacco di S. Francesco d’Assisi; l’Abito del Beato Benedetto d’Acrimone.
  8. La Fascia di N.S.G.C.; i Capelli della B.V.; l’Abito del Patriarca S. Giuseppe, di S. Emidio, di S. Biagio, di S. Irene, S. Fota, S. Vito, di S. Barbara, di S. Gennaro, di S. Antonio Abate, di S. Maria Maddalena, di S. Pasquale Baylon, di S. Vincenzo Ferreri, di S. Franceco di Sales.
  9. L’Osso di S. Luigi Gonzaga.

Dopo quest’elenco così meticoloso, il sacerdote aggiunge:

Detti reliquiari non più esistono né sappiamo dove sono andati a finire con le suppellettili sacre della stessa cappella…

Di queste reliquie nessuno ha mai parlato: né don Peppino, né altri storici locali.
Un mistero nel mistero: quello della loro esistenza e quello della loro scomparsa…

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