Il film su Fra’ Diavolo a Coreno

“Fra’ Diavolo a Coreno” è un progetto di film nato nel 1978-79, sull’onda dell’entusiasmo suscitato dal film “La vedova bianca” (sempre in Super8 ma in b/n) realizzato dalla stessa “Cooperativa dei giovani” nel 1975.

Il progetto traeva spunto da un fatto storicamente avvenuto e riportato nel libro “Storia di Coreno” di don Peppino: l’arruolamento di volontari di Coreno nelle “truppe a massa” del colonnello Michele Pezza detto Fra’ Diavolo che da brigante di Itri era diventato difensore dei Borboni contro l’invasione francese del 1799 e del 1805.

Intorno a questo fatto storico il film sviluppava una storia inventata di 2 giovani costretti a contrarre matrimonio secondo il nuovo rito laico che prevedeva il giuramento di fedeltà pronunciato sotto l’albero della libertà. Il malumore e lo scontento popolare provocato da questa imposizione del governatore francese di Coreno innescava una rivolta fomentata dal dottor Giuseppe Alfano, il medico di Coreno che insieme a Gentile De Gori guidava il drappello di volontari corenesi dei “Corpi volanti di Terra di Lavoro” che irrompevano nella piazza dove si stava celebrando il “matrimoinio alla francese” e armi alla mano mettevano in fuga il governatore e i suoi accoliti locali e in corteo si dirigevano verso la chiesa per celebrare il matrimonio secondo il rito religioso.

Del film furono girate solo alcune scene (il progetto, forse troppo ambizioso, si interruppe per mancanza di fondi): il dialogo tra 2 contadini sulla situazione politica dopo l’invasione francese, il malcontento delle donne al lavatoio pubblico, l’incontro degli emissari di Fra’ Diavolo con i volontari corenesi, il matrimonio alla francese. Le riproponiamo qui insieme ai provini senza tagli e senza montaggio, come semplici “reperti”.

Il tema di fondo del film – sulla scia di film sullo stesso argomento e degli stessi anni come “Allonsanfan” di Paolo e Vittorio Taviani (1974) e “Quanto è bello lu murire acciso” di Ennio Lorenzini (1975) – voleva essere quello di suscitare una riflessone sui temi (sempre attuali) come la necessità di far condividere gli ideali rivoluzionari, di superare lo scarto tra le avanguardie e il popolo, di impedire lo sfruttamento del sentimento religioso popolare in chiave controrivoluzionaria.

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