Adesso il marmo di Coreno è in buone mani

C’era bisogno di andare a Verona spendendo un mucchio di soldi per scoprire che:

I valori economici in gioco (ad esempio in termini di fatturato e investimenti) sarebbero piccoli in rapporto ad analoghi distretti presenti in Veneto, Toscana, Piemonte e Sardegna. E tuttavia, in un contesto ambientale poco favorevole per le imprese, non mancherebbero punti di forza: il know how consolidato in un’area circoscritta, l’elevata specializzazione della manodopera; le strette interrelazioni tra gli imprenditori, la favorevole ubicazione geografica, una materia prima di indubbia qualità e pregio.
In un momento in cui pure le aziende del comparto hanno registrato un calo di domanda del 20-40% (triennio 2008-2011) il dott. Consolati suggerisce una serie di aspetti su cui si potrebbe intervenire per un fattivo rilancio del distretto: innovazione del prodotto/processo, accesso al credito, specializzazione delle economie (che richiede però un aumento dei volumi), inserimento nel prodotto di un maggior contenuto immateriale (indispensabile un legame col mondo dell’architettura e dell’arte!), recupero degli scarti (su cui invero si è a buon punto), infrastrutture logistiche (come il porto di Gaeta), ricerca di nuovi mercati, internazionalizzazione, riconoscibilità e reputazione del prodotto, competenze manageriali, formazione e qualificazione di maestranze anche in ambito artistico.
(dott. Luciano Consolati, esperto di distretti industriali, al Convegno sul Perlato Royal).

La cronaca completa ed entusiastica dell’evento su www.giuseppedisiena.it

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